dramma in un atto e due pubblicità
di Michele Brasilio
con Stefania Remino
Sei autori campani, sei testi, sei letture drammatizzate domenicali. Script porta in scena opere premiate e riconosciute che non hanno ancora incontrato pienamente il pubblico della nostra regione, restituendo centralità alla parola teatrale, viva e necessaria. Il ciclo di incontri è organizzato in collaborazione con Mario Gelardi e il Nuovo Teatro Sanità.
C’è Celeste, come il manto della Vergine, ormai donna. C’è sua madre. C’è silenzio, e il silenzio riempie la vita di Celeste. Dopo 17 anni il silenzio cerca di parlare e si aspetta che qualcuno ascolti. C’è Bagnoli, periferia di Napoli. C’è la solitudine di Celeste in un interno borghese che sembra essersi fermato negli anni 80. C’è Celeste Marotta, impolverata come i mobili in casa. Tutto è fisso e in questa fissità Celeste si racconta in uno spaccato di vita. Racconta le sue paure, i suoi amori e le sue sere passate con la sua unica amica l’unica che riesce davvero a capirla, Barbara D’Urso.
Dopo aver cercato di contattarla telefonicamente tramite la redazione del suo
programma, la conduttrice la inviterà in trasmissione per uno spiacevole episodio familiare accaduto a Celeste la notte del 3 novembre. È “in diretta” che la protagonista si mette a nudo raccontando anche i dettagli più intimi di una vita che per volere degli altri è stata svuotata. Questo episodio le cambierà la vita. Celeste è un giocattolo chiuso nel cellophane e dimenticato su uno scaffale. La gente passa, qualcuno prende lo scatolo per guardare il prezzo, ma alla fine Celeste torna
sempre sullo scaffale. Fuori dalla confezione il tempo passa, le cose cambiano, ma dentro no, dentro è tutto fermo a quando il giocattolo è uscito dalla fabbrica.
Il lavoro mette in scena i drammi di Celeste e l’inconsistenza affettiva che sempre
più spesso viene fuori nelle vite di chi trova più familiare rifugiarsi nelle vite degli altri per evitare di risolvere la propria.
Michele Brasilio è drammaturgo, regista e attore teatrale. Nasce a Caserta il 19-07-1995. Nel 2025 è finalista al Premio Riccione per il Teatro – Pier Vittorio Tondelli. Dal 2024 è socio del Teatro Civico 14 di Caserta. Nel 2023 è tra i registi selezionati alla Biennale College Teatro. In precedenza, come autore, vince il Premio Nuove Sensibilità 2.0 con il testo Cellophane (2020) e ottiene la menzione speciale con Mallatrono (2021). È tra i sei registi scelti per la finale della Biennale College Teatro 2021 e, nello stesso anno, è finalista al Premio Leo De Berardinis indetto dal Teatro Di Napoli – Teatro Nazionale. Parallelamente alla drammaturgia, svolge attività di regista e attore. Nel 2020 è protagonista di Femmene comme a mme di Pau Mirò, Premio Ubu, presentato al Napoli Teatro Festival Italia, e prende parte a ’A freva – La peste al Rione Sanità, produzione del Teatro di Napoli – Teatro Nazionale. Si forma a partire dal 2002. Come autore studia con Mario Gelardi, Daniele Timpano, Francesco Niccolini, Josep Maria Mirò, Elvira Frosini e Attilio Scarpellini; come attore con Musella|Mazzarelli, Mimmo Borrelli e Massimiliano Civica.