5 sketches mistico-paranoici per due attrici, due attori e un calamaro
testo di Armando Pirozzi
regia Emanuele Valenti
con Valentina Curatoli, Lisa Imperatore, Peppe Papa, Emanuele Valenti
una produzione Teatri Associati di Napoli
Extrema Ratio nasce dall’idea di raccontare la possibilità della grazia e il paradosso della
trascendenza in una società come la nostra.
Partendo da questa suggestione, Armando Pirozzi, ha elaborato un testo diviso in 5 sketch esplicitamente umoristici.
Nel primo una ragazza fa un sogno che la costringe a prendere una decisione immediata; nel secondo un mistico spiega il rapporto fra cinema pornografico e trascendenza. C’è poi la strana visita medica di un paziente che tende a una orribile metamorfosi animale; quindi, la vicenda della straordinaria apparizione miracolosa nel bel mezzo di un tentativo di omicidio. L’ultimo racconto è intorno a un’intervista televisiva per la presentazione di un film splatter su Gesù.
Ogni episodio riguarda così l’intensa quanto bizzarra esperienza di un fatto insolito che è legato in modo diretto al mistero del sacro, o della religione. Questo confronto con l’inspiegabile da parte di piccoli, semplici personaggi, poco abituati o del tutto inadatti alla circostanza, fa emergere l’umorismo, a volte esplosivo, delle varie sezioni del testo.
Con il procedere del testo, sia pure in tono ironico, si delineano domande profonde e serie attorno al modo del tutto imprevedibile, a volte distratto, a volte coinvolto fino al parossismo, con cui la nostra contemporaneità vive il confronto con il cosiddetto Totalmente Altro, il sacro appunto, il senso delle cose, le esperienze del limite. Così, restando sempre teso al compito del divertimento leggero, ma domandandosi alla fine esplicitamente cosa può oggi l’intervento della Grazia, il testo si apre a un discorso più complesso, a un confronto più articolato sui temi che prova a trattare, e a un umorismo più moderno e audace.
La regia è pensata in modo estremamente semplice: un tavolo e delle sedie illuminati da pochi fari; uno spazio che si trasforma con piccole invenzioni sceniche e che possa apparire come sospeso nello spazio e nel tempo. Ne emerge una visione onirica, che fa da contrappunto alla stravagante intensità
comica del testo e ne restituisce anche il lato inquieto, forse persino crudele, tipico dei sogni. D’altra parte, i diversi personaggi, smarriti e impreparati ad accogliere i segnali di un cambiamento, ricordano proprio quel senso di inadeguatezza che chiunque prova dopo un lungo sogno.