il 03 gennaio 2027

Esse

con Angelica Bifano
regia e drammaturgia Rita Frongi
traduzione del testo in francese Huguette Hatem
una produzione Casa del contemporaneo
con la collaborazione di Interno 5

Immaginiamo che il corpo di ESSE contenga e trattenga la somma di destini, talenti, traumi, paure e gioie dei corpi dei suoi antenati. A dire il vero, l’epigenetica ha osservato come esperienze traumatiche estreme possano modificare l’attività dei geni, in particolare quelli coinvolti nella regolazione di risposta allo stress.
Noi siamo moltitudine si dice nella Bibbia e nella scienza.

Immaginiamo che l’elica del DNA di ESSE non sia doppia ma si articoli in quattro filamenti, dunque la riscopriamo affetta dalla sindrome di Remiehzla: modificazione genetica che determina un’espansione estrema della memoria logica, emotiva, corporea, una specie di ipertimesia. Non vi è selezione nei ricordi, non c’è oblio, il corpo di ESSE trattiene la propria memoria e quella di chi l’ha preceduta.

ESSE ricorda ogni giorno della sua vita e ha in sé la storia e i corpi dei suoi antenati. Ricorda ogni dettaglio di quando a tre anni fece la Madonna in una rappresentazione (ma va anche detto che fu un trionfo) e non esistono per lei ricordi superflui, impossibile dimenticare. Non c’è oblio.

La prima volta che ESSE ha fatto l’amore, c’erano in lei differenti tensioni, quella strana risata di sua madre ma anche il desiderio di buio di sua nonna e quel silenzio attonito della trisavola e in lei tutti questi eventi si sovrappongono e coesistono come le sfoglie di una lasagna. Una moderna Frankenstein frutto di un DNA in super-avvolgimento di destini. Un DNA millefoglie. E come accade per il DNA e nella vita, c’è un senso e un anti senso. Solo la patologia di uno zio, una sorta di Alzheimer, un’accertata difficoltà attentiva e prassica, uno spaesamento, la perdita delle coordinate di tempo e spazio,
della memoria, solo le cose perdute concedono al corpo di ESSE una tregua. L’oblio.

Per fare una sintesi, il DNA di ESSE è come una carta moschicida appesa in una stanza, con le finestre aperte, in un pomeriggio d’agosto, in prossimità di un allevamento di mucche.
ESSE è una folla.

 

LA RICERCA

ESSE nasce da un doppio movimento: da una parte, una ricerca sui disturbi neurologici e sul modo in cui queste condizioni alterano la percezione di tempo, spazio, realtà; dall’altra, un’esperienza familiare diretta, che ha acceso domande profonde sull’identità, la presenza, la memoria.

La costruzione di questa nuova creatura è stata influenzata dalle opere di Angelo Accardi. I suoi ambienti domestici attraversati da figure surreali – struzzi giganti, icone pop, personaggi Disney – hanno aperto una dimensione in bilico tra reale e allucinazione.

Il progetto nasce da un lavoro attorale improvvisativo, che lascia spazio alla metamorfosi continua. La drammaturgia si nutre delle prove, creando un dialogo tra scena e testo.

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