da un format di Mario Gelardi e Claudio Finelli
testi di Mario Gelardi
con Roberto Solofria, Ilaria Delli Paoli, Antimo Navarra, Michele Brasilio
una produzione Mutamenti/Teatro Civico 14
presso Hotel dei Cavalieri di Caserta
Due suite. Tre episodi. Pochi spettatori. Nessuna distanza di sicurezza tra chi guarda e chi viene guardato.
All’Hotel dei Cavalieri di Caserta torna DO NOT DISTURB – Il teatro si fa in albergo, il format ideato da Mario Gelardi e Claudio Finelli che trasforma le camere d’hotel in spazi scenici intimi, imprevedibili e irripetibili.
Il Teatro Civico 14 abbandona per una sera la sala teatrale e accompagna il pubblico in un’esperienza fuori dall’ordinario: piccoli gruppi di spettatori, quasi fossero ospiti indiscreti o intrusi silenziosi, partono dalla hall per entrare nelle suite dell’hotel e assistere a ciò che normalmente resta nascosto dietro una porta chiusa.
Qui il pubblico non osserva da lontano: è dentro la stanza, dentro la storia. Condivide lo spazio dei personaggi, ne ascolta le esitazioni, intercetta gli sguardi, assiste a confessioni e silenzi da una distanza ravvicinata, quasi imbarazzante. Diventa testimone — e forse voyeur — di momenti che sembrano non dover appartenere a nessun altro.
Amori, tensioni, attese, segreti e fragilità prendono forma a pochi passi dagli spettatori. Non ci sono quinte, né platea: attori e pubblico respirano lo stesso ambiente, abitano la stessa intimità, attraversano insieme il sottile confine tra ciò che è lecito guardare e ciò che dovrebbe restare privato.
In scena Roberto Solofria, Ilaria Delli Paoli e Michele Brasilio e Antimo Navarra su testi di Mario Gelardi. Tre episodi della durata di circa venti minuti ciascuno compongono un percorso teatrale da attraversare stanza dopo stanza, lasciando che ogni porta aperta riveli una nuova possibilità, una nuova crepa, una nuova storia.
Un’esperienza immersiva, ironica e sorprendente, in cui il teatro si avvicina fino a diventare un incontro privato: troppo vicino per restare spettatori, troppo coinvolgente per sentirsi soltanto ospiti.