di Fulvio Sacco
con Christian Giroso, Fulvio Sacco
25 Settembre 1926. Due improbabili della provincia di Napoli decidono di inseguire il
“Sogno Americano” imbarcandosi per Ellis Island, New York.
Quello che sanno, è che non hanno nulla se non la speranza, i sogni e delle bottiglie di
anice che hanno come logo il disegno di un topo in pantaloncini corti con una bottiglia in
mano.
Quello che non sanno invece, è che questo scarabocchio nero cambierà la storia di ogni
bambino sulla terra.
Lo ammetto, non volevo raccontare la storia della bottiglia di anice nata nella provincia di
Napoli e arrivata nelle mani di Walt Disney, così come non volevo raccontare che il padre
di Mickey Mouse abbia potuto “rubare” il disegno del topo proprio dall’etichetta su questa
bottiglia.
Quello che mi sembrava interessante invece, era partire da questa improbabilità per
sviluppare un racconto ironico di come un sogno non potrà mai e poi mai realizzarsi!
Perché la cosa sicura non è che Walt Disney ha disegnato Mickey Mouse, la cosa sicura è
che solo nelle sue mani sarebbe potuto essere ciò che oggi è.
Non è quindi la natura o la materia dei nostri sogni che ci domandiamo in questa storia,
ma è il rapporto che noi abbiamo con essi, sia nella loro presenza che nella loro assenza.