di e con Oscar De Summa
progetto sonoro Oscar De Summa e Davide Fasulo
una produzione Teatro Metastasio di Prato
Un monologo autobiografico che nasce da un incidente stradale avvenuto a diciotto anni e indaga il trauma come frattura della percezione: il tempo rallenta, il corpo si sdoppia, lo sguardo diventa improvvisamente lucido. Dal ricordo individuale affiorano immagini arcaiche, rituali e memorie che sembrano appartenere ad altre generazioni. Tra medicina alternativa, teorie transgenerazionali e scarti ironici, il racconto cerca un senso che coincide nelle tracce che il passato lascia nei corpi. In scena, parola, musica e silenzi si interrompono e si rincorrono, mentre il tempo si inceppa, ritorna e si ripete. Ciò che è accaduto non viene spiegato né pacificato: resta come un segno ostinato, capace di riportare lo sguardo sempre nello stesso punto.